La Montagna va raccontata per essere “amata”

Data:
6 Luglio 2022

La Montagna va raccontata per essere “amata”

“Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono”. La citazione di William Blake apre le pagine di questo blog. Raccontare le emozioni di un meraviglioso tramonto nella faggeta del Taburno-Camposauro ci trascina in una dimensione nuova, dove natura e uomo si incontrano fino a diventare parte di uno stesso cosmo. Secondo John Muir il contatto con la natura selvaggia (wilderness) offre all’uomo la possibilità non solo di ricreazione e di godimento estetico, ma anche di raccoglimento: l’uomo ritrova se stesso. Il blog del montagna intende sensibilizzare i lettori attraverso il racconto di chi ama “perdersi” nei luoghi più suggestivi dell’Area Protetta. Escursionisti, ambientalisti, biker, e crimbler sono tutti osservatori attenti e appassionati del nostro Parco. E saranno loro con le loro esperienze, con le loro testimonianze a dare voce alle stupende piane carsiche di Camposauro, Trellica, Cepino e Melaino, alle verdi oasi di tranquillità circondate dai boschi della Foresta Demaniale, o alle Grotte di San Mauro e San Simeone. Per non parlare degli squarci mozzafiato di Monte Pentime o Camposauro. Esplorare e raccontare i luoghi del parco regionale del Taburno Camposauro non vuol dire solo imbattersi nelle sue verdi distese, dilungarsi all’ombra delle sue faggete, osservare con curiosità la fauna che lo abita. No, vi è tanto altro da raccontare per descrivere quel connubio perfetto che si è creato nel tempo tra la montagna e i borghi.  Tra i luoghi più importanti c’è il borgo di Sant’Agata de’ Goti: uno scrigno di bellezza e di storie curiose, a partire da quella legata al suo nome derivato dalla famiglia Drengot proveniente dalla Normandia, che la governò a partire dall’XI secolo.  Un altro caratteristico borgo sotto i riflettori dei turisti di tutto il mondo è Montesarchio dove si respira un’aria intrisa di mito e di storia. Sul versante versante telesino, nei Comuni di Torrecuso e Solopaca, si resta affascinati  da splendidi vigneti di falanghina e aglianico tanto pregiati ed importanti da far ottenere al Sannio, nel 2019, il prestigioso riconoscimento di città europea del vino.

La montagna va raccontata con gli occhi di chi la guarda con grande meraviglia e la vive in tutta la sua magnificenza.

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